Arte e vita si sono sempre influenzate reciprocamente e forse in molti si domandano cosa ne sarebbe oggi del mondo se le avanguardie artistiche del 900 non avessero dato il loro apporto alla storia.

Il surrealismo, per esempio, movimento artistico fondato da Andrè Breton, si propose come attitudine mentale e vera e propria filosofia di vita e si fondava su una lotta alla logica a favore dell’accettazione di ogni aspetto dell’irrazionale.

Artisti surrealisti come lo stesso Breton o Max Ernst, André Masson o Juan Mirò utilizzavano tecniche assolutamente innovative in campo artistico negli anni ‘20, come la scrittura automatica, che dava libero sfogo al flusso di coscienza, o i collage e gli assemblage e i “cadavere exquis”, un singolare modo di disegnare in gruppo dove l’opera era completamente generata dal caso.

Negli anni il termine surreale è stato associato non solo all’arte ma anche alla letteratura come al cinema e si potrebbe pensare che il metodo surrealista, totalmente istintivo, possa male associarsi al concetto di design che, al contrario, è preciso e razionale.

Ma lo stesso Salvador Dalí, il famosissimo ed eccentrico pittore, grande amico della stilista Elsa Schiaparelli, si dilettava, tra i vari campi della creazione, nella produzione di gioielli per omaggiare la figura femminile che i surrealisti amavano.

Per questa stagione invernale sono molti i designer che hanno progettato un tributo a questo grande artista e a quella che è stata un delle più influenti avanguardie negli anni ’20, così visioni oniriche si trasformano in occhi e mani vaganti come orecchini e spille preziose e labbra laccate diventano fibbie alla cintura.

La talentuosa  designer Delfina Delettrez ha lanciato la sua collezione “Metaphysic”, una serie di gioielli dove i simboli surrealisti si uniscono alle raffinate lavorazioni tipicamente italiane con materiali pregiati come il marmo di Carrara e mentre Stefano Alinari ha utilizzato pietre preziose come opali, perle e diamanti blu, lavorate con basi grezze grazie alla sua maestri da artigiano, Solange Azagury-Portridge ha osato di più e con colori sgargianti ha unito alla simbologia surrealista un gusto vagamente pop.