Cantautore, polistrumentista, compositore, produttore discografico, attore, regista e sceneggiatore statunitense. In due parole: ICONA NERA DEL POP ANNI ’80 E ’90.

Prince Rogers Nelson, noto con il nome d’arte di Prince (nome che deriva da Prince Rogers Trio, la band in cui suonava il padre), raggiunse l’apice della sua popolarità negli anni ’80.

Nato il 7 giugno 1958 a Minnepolis. Dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando al jazz, al pop, al rock psichedelico, conquistandosi sempre più fan.

Nel 1984 ottiene il successo mondiale con Purple Rain, nella musica come nel cinema. Raggiunge contemporaneamente la prima posizione nelle classifiche dei singoli, degli album e dei film vincendo anche il premio Oscar come miglior colonna sonora con canzoni originali.

Oltre tredici milioni di copie negli Stati Uniti e rimane per ventiquattro settimane consecutive ai vertici delle classifiche. Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 27esimo posto nella lista dei 100 migliori artisti. Per un certo periodo, essendo per l’appunto uno delle icone più “pazze” della storia ha deciso di farsi ritrarre con la provocatoria scritta “slave” (schiavo) disegnata sulla guancia. Originale dal look alla musica definito in America la risposta demoniaca di Michael Jackson”. Celebre per i suoi live trasgressivi, trascinanti e altamente spettacolari.

È stato ritrovato morto nello studio di registrazione a casa sua, in Minnesota. La polizia avrebbe ricevuto una chiamata alle ore 9.43 ore locali. Ricoverato d’urgenza qualche giorno fa (il 15 aprile) anche se il suo agente aveva rassicurato i fan parlando di “…una brutta influenza”Il suo jet privato era stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Illinois ma il giorno dopo la star era comunque apparsa a un concerto.

La causa della sua morte è ancora sconosciuta ma a noi piace ricordarlo con le sue battaglie contro le major discografiche e l’ “invenzione” di una formula musicale che ha fuso le radici della black music con quella della musica rock avvicinandosi in qualche modo, a quella poesia che solo lui sapeva ricreare.

Credits: ART OFFICIAL AGE

Redatto da:  STEFANY BARBERIS