Frosinone. Brunello Cucinelli, Lectio Magistralis Bellezza e capitalismo umanistico.

Un incontro travolgente quello di sabato 4 Febbraio all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Nonostante sia ora di pranzo, e per giunta è sabato, il corridoio dell’Accademia è pieno ed in trepida attesa del re del cachemire.
Un’eleganza d’abito e d’animo, che gesticolando come un vero italiano, già dalle prime parole fa capire chiaramente dove vuol andare a parare.
Nessun riferimento o informazione sulla sua attività, sugli inizi, nulla di tutto questo, Brunello Cucinelli nella sua Lectio Magistralis Bellezza e capitalismo umanistico parlerà di bellezza ed un’umanità ormai perduta.

In un noto film si diceva “bisogna sempre terminare una tesina con una citazione, dice che c’è sempre qualcuno che ha detto una cosa nei migliori dei modi, perciò se non riesci a fare di meglio ruba da lui e riuscirai a fare la tua figura.” E Brunello Cucinelli fa suo questo pensiero, cita e argomenta frasi di Rousseau, Socrate, Sant’Agostino, San Tommaso… parla tramite filosofi, ed in ogni parola è chiara la sua vocazione filosofica e religiosa. Basti pensare che voleva farsi monaco, e per questo ogni suo discorso è paragonabile a Papa Francesco affacciato al balcone di San Pietro.

Bisogna ritrovare l’umanità per il bene del singolo e della comunità.  Convinto che la bellezza abbia la forza di esaltare la creatività umana e che la condivisione di valori etici possa condurre all’armonia, ha trasformato l’antico borgo umbro di Solomeo, dove ha sede la sua azienda, in una sorta di laboratorio in cui si lavora per raggiungere l’obiettivo di una qualità integrale. Una filosofia prettamente umanistica che mette al centro l’uomo, come l’Uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci, tutto è pensato in base al suo benessere fisico e psichico.  Secondo Brunello Cucinelli bisogna vivere con gioia ed armonia, lavorare si, ma il giusto.

Ci racconta dei suoi lunghi anni trascorsi al bar, a fare mattino in compagnia di una prostituta in cerca di redenzione. Un bar fatto di nullafacenti pensanti, il dolce far niente del dopoguerra.  E’ facile far venire alla mente le scene di “Accattone” di Pasolini. Puntare sui giovani e mandare a quel paese i genitori quando non alimentano i nostri sogni, questo è ciò che pensa. Cucinelli ha un’idea del futuro con un’ottica positiva. Un futuro dedicato ai rapporti con le persone: quindi addio ai messaggi, email, ma si alle telefonate, se pur poche… non c’è bisogno di parlare così spesso al cellulare…. cosa dobbiamo dirci?

“Se lavori troppo, oltre a lavorare male, rubi il lavoro a chi il lavoro non ce l’ha; nella mia azienda si lavora 8 ore al giorno con un’ora e mezza di pausa, non si fanno straordinari, e tutti, dal primo all’ultimo, hanno una vita privata che va oltre il lavoro. Abbiamo tolto le email, o meglio le abbiamo ridotte veramente all’osso, per riprendere ad utilizzare le telefonate; in una telefonata hai tutto, senti come sta il tuo interlocutore, si crea una maggiore interconnessione tra le persone. Quando mandi un messaggio perdi tutta la percezione globale delle cose, è freddo, e ti fa perdere più tempo”

 

Un esempio di imprenditoria che in Italia trova i suoi precedenti in Olivetti.
Brunello Cucinelli affascina per la sua storia, per il suo modo di vivere ed affrontare la vita con leggerezza e giovialità. Bando quindi alla negatività, anche solo nelle parole, tant’è vero che cambia espressione nel riprendere una ragazza che usa il termine “ghigliottinare”… “che brutta parola” afferma … avete visto Palombella Rossa? Ecco https://www.youtube.com/watch?v=mDSXzdpFHVo … così avrete un’idea della scena.

Brunello Cucinelli si fa paladino in Italia di un cambio di mentalità nel rapporto di lavoro, dove gli incentivi non sono più soltanto quelli economici, considerati in base alla produttività, ma anche quelli legati alla crescita personale e culturale del lavoratori perchè:

“per chi lavora la dignità è più importante del pane”

 

photo: Martina Zeppa