Emilia Sorcinelli, in arte “Buia”, è una giovane illustratrice che si sta facendo largo nel mondo delle arti visive grazie al suo stile unico.

Le illustrazioni di Buia nascono a mano libera, è un’illustratrice che ama sperimentare dipingendo con tecniche diverse, poi, per scelte stilistiche, alcuni lavori rimangono lavorati a mano, altri vengono digitalizzati.

Buia è una ragazza che ha molto da esprimere e nei suoi lavori sfiora temi profondi, dall’amore alla nostalgia passando per la paura, temi che rappresenta con dolcezza e con una cifra stilistica che la distingue.

Emilia Sorcinelli ha voluto parlarci un po di sé rispondendo ad alcune nostre domande.

-“Buia” è lo pseudonimo con il quale firmi i tuoi lavori, puoi dirci come hai scelto questo nome?

Inizialmente non desideravo che il mio vero nome venisse fuori, ho avuto un rapporto contrastante con il mio lato creativo per tanto tempo dovuto alla mia poca autostima, che mi ha portato ad accantonarlo per anni prima di ritrovarmi in “Buia”. Ho pensato che se questa voglia viscerale di esprimermi attraverso il disegno era tornata a galla era la volta buona di stanarla completamente malgrado avessi un po di timore ad espormi. Di base sono una persona solare ma altrettanto lunatica. Mia madre un giorno mi disse che ogni tanto lei lo notava che mi estraniavo, diventavo ombrosa… buia. Così ho deciso che quello sarebbe stato il mio nome. Buia è il lato più profondo di me, quello nascosto, con poca poca luce…quella scatola dei ricordi che abbiamo tutti dentro di noi e che ogni tanto ci piace riaprire per ritrovare determinate sensazioni.

-Come è nata la tua passione per il disegno? E quando hai capito che volevi fare l’artista?

La mia passione per il disegno è innata, ho ricordi di me piccolissima a disegnare e colorare. È sempre stato indispensabile sfogarmi in qualcosa di creativo, dalla scrittura alla fotografia alla cucina. 

Artista? Secondo me non si sceglie di esserlo né ci si dovrebbe definire tali…è un appellativo che solo gli altri hanno il diritto di darti. Io ho capito solo che avevo voglia di esprimermi in qualche modo, di comunicare.

 -Dove prendi ispirazione per i tuoi lavori?

Più di ogni altra cosa dai viaggi, che sono un’esigenza fisica quanto disegnare, dai film, dalla musica, da artisti, dalle persone che incontro per strada, dalla natura…veramente da tutto. È inevitabile non venire “contagiati” da tutto quello che si ha intorno… Ci sono poi delle cose che vengono rappresentate spesso come il mare o anche il fatto che “Buia” abbia quasi sempre i capelli che svolazzano al vento e sia in costume. Queste sono elementi che prendono ispirazione dalle mie origini e dalla nostalgia per la mia terra, la Sardegna.

-Il personaggio che illustri è il tuo alter ego o semplicemente un personaggio di fantasia?

Sono assolutamente io, sia fisicamente, visto che c’è qualche elemento che ci accomuna, come le lentiggini, sia per altri elementi che mi piace rappresentare e che esistono realmente come la casa sulla montagna de “ IL POSTO”.

-C’è qualche consiglio che ti sentiresti di dare ai giovani che vogliono intraprendere la carriera di illustratore?

Questa è la domanda più difficile (eheheh)… strategicamente non sono la persona adatta a dare consigli, posso solo darne per quanto riguarda il lato più personale ed intimo che poi vale per l’illustrazione come per moltissime altre discipline: bisogna essere spugne, essere curiosi e avere voglia di imparare sempre cose nuove ed essere empatici rispetto a tutto. Mettersi in gioco in qualsiasi occasione, non perché all’inizio “tutto fa brodo” ma perché da tutto si può avere un risvolto positivo. È un mondo difficile quello di noi creativi e non bisogna avere fretta. Prima o poi, se si ha realmente qualcosa da dire, qualcuno che vorrà ascoltare arriverà.

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