Stile inconfondibile con gli elementi essenziali della moda negati, scomposti e ricomposti al fine di creare qualcosa di unico, frutto di un’immaginazione perversa, in cui gli sguardi perdono la vita e la finzione è portata alle sue estreme conseguenze oniriche.
Nato a Parigi nel 1928, viene abbandonato dalla madre quando ha poco più di un anno e l’unico ricordo che gli rimase è di una donna pesantemente truccata, con i capelli rossi e la pelle molto pallida. Nei suoi scatti non si è mai allontanato da quell’idea di donna. Modelle dai capelli rossi, isolate in paesaggi deserti e inquietanti, in stanze d’albergo o squallidi corridoi, in situazioni violente e sadiche. Donne invisibili, di cui restano solo le gambe e le scarpe col tacco, in sfondi senza vita. L’intensa carriera artistica di Bourdin è connotata dall’ossessione per il femminile. Fortemente ispirato dal surrealismo di Magritte, Balthus e soprattutto dall’arte di Man Ray, fu il primo a creare immagini con narrazioni, storie e dimostrando che l’immagine è più importante del prodotto.
In ogni foto confluiscono diverse fonti di ispirazione, tutte perfettamente riconoscibili ma sapientemente plasmate e combinate assieme per dare vita ad uno scorcio di realtà che rompe gli schemi delle convenzioni. Le modelle sono attrici e parte integrante della scenografia diventando presenza reale e surreale. Si fondono con ciò che le circonda, lo spazio compenetra la protagonista.
Guy Bourdin ha dimostrato al mondo che la moda non è solo consumo ma soprattutto arte sviluppando una tecnica con l’utilizzo di colori iper i reali, composizioni meticolose, giochi di luci ed ombre. Spazza via tutti i canoni di bellezza, la morale, la convenzione in un colpo solo.
Le immagini di Guy Bourdin, non solo ha cambiato il corso di fotografia di moda, ma ha influenzato una serie di artisti contemporanei, fotografi e registi.
La sua più recente mostra “Guy Bourdin: Image Maker” è ancora in corso al Somerset House di Londra fino al 15 marzo 2015.
Credits: GUY BOURDIN
Redatto da: CLAUDIA PALOMBI









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